• Luigi Toninelli

Storie di sport pt.1 - Ahmed Hafnaoui: un oro inaspettato

Quante volte avete sentito dire che “i neri non sanno nuotare” o che “non ci sono nuotatori di colore”? Beh, queste affermazioni che filtrano stereotipi fin troppo diffusi verranno smontante non attraverso le prossime righe, ma tramite la storia di Ahmed Hafnaoui, un 2002 spuntato dal nulla ma in grado di vincere un oro olimpico.


Fonte immagine: Twitter, Account @Tokyo2020


25 Luglio 2021, un giovane tunisino alla sua prima olimpiade riesce a ottenere un posto in finale con un tempo modesto, 03 min. e 45.46 sec., l’ultimo utile per entrare in finale e di gran lunga distante da quello dei migliori. È già migliorato molto negli ultimi sei mesi (quando i suoi risultati erano attorno ai 03 min. e 49.90 sec.) ed essere all’olimpiade è già un grande risultato. Il ragazzo infatti considera la partecipazione a Tokyo una prova in vista di Parigi 2024, dove vuole puntare all’oro. Gli avversari contro cui si batterà sono degli ottimi nuotatori anche se la lotta per il podio è tutt’altro che scontata: dall’italiano Gabriele Detti allo statunitense Kieran Smith, passando per l’australiano Jack McLoughlin, senza dimenticare Felix Auböck, in molti puntano a una medaglia.

La gara comincia e partono tutti molto forte: l’americano e l’australiano sembrano giocarsi la prima posizione mentre altri, come Detti, mostrano subito una condizione non ottimale, nessuno però si aspetta che, in corsia otto, la più laterale della piscina, un giovane ragazzo tunisino sta per sbaragliare ogni previsione: Ahmed nuota, e lo fa con disinvoltura, nuota e resta incollato ai primi due per tutta la gara. Tutti si aspettano che presto mollerà o che il fiato e la stanchezza lo fregheranno nella seconda parte di gara, del resto il ragazzo ha poca esperienza. Ma Ahmad continua a nuotare e alla fine vince con un tempo di 03 min. e 46.36 secondi, due secondi in meno della batteria di qualificazione! Due secondi in meno del giorno prima!


Fonte immagine: Theguardian.com, Photograph: Stanislav Krasilnikov/TASS


Il ragazzo è incredulo, i suoi avversari anche: “Quando ho toccato la piastra e sono uscito dall'acqua, non ci credevo neanche io” dirà a fine gara; “Complimenti al ragazzo tunisino, un 2002 che non avevo mai visto né sentito. Ma è il nuovo campione olimpico quindi tanto di cappello” dirà invece Gabriele Detti da cui in molti si aspettavano una medaglia. Ahmed è campione olimpico e ha costruito la sua vittoria a suon di bracciate 50 metri dopo 50 metri, nessuno però si aspettava la sua vittoria: non lui che si presenta alla premiazione in maglietta e pantaloncini (senza la tuta della delegazione come di consueto) e nemmeno il Comitato Olimpico che per raccontare di lui dopo la vittoria utilizza una delle poche foto che ha a disposizione, una di quando Ahmed aveva appena nove anni.

"Adesso che farò? Andrò a studiare negli Stati Uniti all'università, dove non so ancora, dipende dai miei risultati il prossimo anno" dice infine mostrando una semplicità sempre più rara nel mondo dello sport. Il ragazzo piange e non crede a ciò che ha fatto; ma queste sono le Olimpiadi, un evento che ci ha già abituato a imprese gloriose e favole emozionanti.


Fonti Utilizzate:

Luigi Toninelli

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