• Erika Nizzoli

Il sentiero delle babbucce gialle: la fiaba identitaria, in cerca di libertà, di Kader Abdolah


Il sentiero delle babbucce gialle di Kader Abdolah, fonte immagine: Mediorientiamoci.com

Il sentiero delle babbucce gialle di Kader Abdolah è un romanzo edito da Iperborea, pubblicato nel 2020, che racconta la storia di Sultan Farahangi, un regista iraniano che perseguitato dal regime dello scià prima e da quello di Khomeini, poi, trova la salvezza trasferendosi in Olanda. Vi è un narratore esterno alla storia che funge da intermediario del testo scritto dallo stesso Farahangi ed è lui che ha il compito di rendere la storia accessibile, scritta in un olandese zoppicante da Sultan, correggendone la forma; una sorta di consegna dei contenuti da parte del protagonista all’autore che ne farà un libro. Narratore interno ed esterno coincidono: nonostante le vicende siano ispirate a quelle della vita del poeta Said Sultanpur (drammaturgo e regista persiano giustiziato nel 1981) Kader Abdolah ha affermato in diverse interviste che attraverso la storia del protagonista ha rivissuto tappe fondamentali della sua infanzia in Iran: «Avevo bisogno di identità, di riscoprire la mia identità», confessa all’evento Pordenone legge, nel 2021.


Kader Abolah, fonte immagine: demorgen.be

Il romanzo inizia con l’infanzia del giovane Sultan che vive con la sua nobile famiglia, commerciante di zafferano, nell’imponente castello di Arak da cui, con il suo cannocchiale, segue i fatti che accadono fuori dalle mura di casa. Il tempo della storia è quello del secondo dopoguerra, periodo in cui l’Iran è sotto il regime dello scià Mohammad Reza Pahlavi. Le vicende che accompagnano Sultan dall’infanzia fino alla scuola del Cinema di Teheran dove inizierà a studiare come regista, s’intrecciano con credenze e tradizioni secolari come i jinn: gli spiriti che si manifestano e che possono appartenere al mondo del bene o del male, ma anche con antiche usanze che devono essere rispettate nonostante un’americanizzazione del paese che in quegli anni pervade in maniera forzata ogni ambito della vita quotidiana. Il racconto procede con le lotte femministe della cugina Akram Jun, l’amicizia con Hushang Braccio Mozzo e più avanti, proprio grazie al suo successo come regista e documentarista, con il destino della regina Farah Diba che i gruppi rivoluzionari vogliono rovesciare e quello dell’ayatollah Khomeini.

Attraverso le esperienze di Sultan il libro si interroga sulla libertà dell’arte e sull’etica del sacrificio per una causa: dal carcere alla liberazione fino alla fuga in un paese straniero.

Il sentiero delle babbucce gialle è strutturato come i racconti de Le mille e una notte ma a tratti riporta la suspense di un film gangster in cui le radici dello scrittore, intrise del colore giallo dei campi di zafferano, disegnano le tappe di un esilio che accomunano molte storie di artisti iraniani.

Due sono i riferimenti letterari da tenere a mente: il primo è quello all’opera di Sadeq Hedayat, La civetta cieca, ritenuta una capolavoro della letteratura persiana moderna, e nella quale Sultan s’identifica. Il secondo è il brano risalente al XII, XIII secolo con cui Kader Abdolah apre il suo romanzo, tratto dal Verbo degli uccelli, scritto dal poeta mistico Farid al-Din ‘Attar Nishapuri. Quest’opera racconta di come tutti gli uccelli del mondo si radunino alla ricerca di un re leggendario (l’uccello Simorgh). Rimasti in trenta, raggiungono il luogo in cui vive Simorgh ma ciò che trovano è uno specchio in cui riescono a vedere solo la loro stessa immagine riflessa. Gli uccelli, guidati dall’upupa (hodhod in persiano) che simboleggia la saggezza, intraprendono così un viaggio metaforico in cui ritrovano sé stessi come, d’altronde, esplicita anche il gioco di parole del nome Simorgh (si, trenta; morgh, uccello): proprio come nel finale solo trenta uccelli arriveranno alla fine del viaggio e della riscoperta di loro stessi. Anche Sultan e lo stesso autore ne Il sentiero delle babbucce gialle ripercorrono le proprie vite in cerca d’identità e redenzione: lo scrittore ottiene la libertà attraverso la lingua olandese con la quale scrive il romanzo mentre il protagonista rinasce grazie all’obiettivo della telecamera, l’amore e l’arte.





Erika Nizzoli



Fonti:

  • www.negah.it, Il sentiero delle babbucce gialle, di Kader Abdolah

  • www.iperborea.com

  • www.youtube.com, Pordenone legge, intervista a Kader Abdolah

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